come fare personal branding

Come fare Personal branding

Fare personal branding significa prendersi cura della propria personalità e professionalità, con l’ambizione di trasformare il proprio nome in un brand affermato, posizionato sul mercato e apprezzato dal consumatore.

Sei un commercialista, un blogger, un artigiano o un imprenditore? Poco importa, qualunque sia la tua area di specializzazione, l’importante è che tu sia bravo in ciò che fai. Quando questa condizione risulta verificata, allora non ti rimane che lanciarti in questa sfida e provare ad ottenere qualcosa in più dalla tua professione attraverso il personal branding.

Cos’è il personal branding: significato

Il personal branding è il racconto della tua storia o, molto più semplicemente, il modo in cui promuovi te stesso. È quel mix di competenze, esperienza e personalità che desideri il tuo pubblico ti riconosca. È l’immagine che emerge di te in base all’esperienza nella vita reale, al modo in cui i media ti raccontano e alle informazioni su di te reperibili online.

Come iniziare una strategia di personal branding

Andiamo a vedere come fare personal branding attraverso una strategia ad hoc. Infatti, non puoi pensare di avventurarti in questo percorso lasciando il campo all’improvvisazione.

Definisci i tuoi obiettivi, mission e vision

Il punto dal quale ti consiglio di partire è la definizione degli obiettivi. Cosa vuoi ottenere dalla tua strategia di personal branding? Ti consiglio, inoltre, di scrivere la tua mission e la tua vision. Il motivo è molto semplice. Anche se dentro di te probabilmente ti sei posto delle sfide, quando metti le tue idee su carta è come se fosse molto più facile agire in vista di quell’obiettivo. In termini semplici, se c’è una traccia scritta delle tue ambizioni, saprai sempre in quale direzione stai andando e quanto sei vicina dal raggiungere il tuo obiettivo.

Inoltre, qual è la ragione del tuo agire come professionista? Si tratta di andare oltre il semplice obiettivo di guadagnare soldi. Se sei un avvocato penalista, magari la tua missione potrebbe essere quella di dare a tutti i minorenni la possibilità di difendersi in maniera adeguata.

Infine, devi stabilire la tua visione. Come ti vedi da qui ad un anno o da qui a cinque anni? Cosa ritieni che il futuro abbia in serbo per te?Annota con precisione ogni risposta. Non te ne pentirai.

Racconta la tua storia

Per far breccia sul tuo pubblico, hai la necessità di creare una forte connessione emotiva. In che modo puoi farlo? Beh, sicuramente raccontando la tua storia. Ricorda che le persone tendono a legarsi alle persone dal forte brand. Lo fanno perché, in maniera conscia o inconscia, tu sei per loro un punto di riferimento. Vorrebbero essere come te.

Per costruire un profilo personale d’impatto, è importante che tu ti ponga le seguenti domande:

  • Cosa ti rende qualificato per parlare di determinati argomenti?
  • Dove e come è iniziato il tuo percorso?
  • Quali storie ed esperienze puoi condividere con gli altri?
  • Quali lezioni hai appreso lungo il tuo cammino?

Raccogli le idee sulle storie che vorresti condividere e falle conoscere al tuo pubblico.

Impara a conoscere il tuo pubblico

Avere una storia da raccontare è fondamentale ma lo è altrettanto avere qualcuno che sia disposto ad ascoltarla. A seconda dei servizi che offri, è probabile che tu possa rivolgerti ad un pubblico più o meno ampio. Dunque, concentrati sul definire aspetti come:

  • Età;
  • Genere;
  • Livello scolastico;
  • Titolo di lavoro;
  • Reddito;
  • Città di provenienza.

Cerca di capire qual è lo stile di vita del tuo pubblico e in che modo puoi guadagnarti uno spazio nella vita quotidiana delle persone. Per farlo cerca di rispondere alle seguenti domande:

  • Qual è la giornata tipo del tuo pubblico?
  • Che attività praticano nel tempo libero?
  • Quali obiettivi vogliono raggiungere?
  • Quali problemi devono affrontare ogni giorno?
  • Di cosa hanno bisogno per migliorare la loro vita?

Potresti chiederti a cosa serve conoscere tutte queste informazioni. In realtà, una volta che hai creato il customer journey, per te sarà più facile acquisire indicazioni sui siti web che essi seguono, i social network a cui sono iscritti, le community a cui partecipano e così via. Capirai bene che si tratta di informazioni cruciali in quanto ti permetteranno di raggiungere più facilmente il tuo target attraverso i contenuti che andrai a proporre.

Differenziati dalla concorrenza

Su Internet ci sono miliardi di utenti. Dunque, inevitabilmente entrerai in un settore in cui sono già presenti personalità affermate. Ciò significa che devi trovare un modo per differenziarti e creare un nuovo marchio personale. Chiaramente, per differenziarti devi conoscere ciò che fanno gli altri ed identificare:

  • Quali sono le personalità più popolari nel tuo settore?
  • Che tipo di contenuti pubblicano?
  • Cosa ti distingue da essi?

Una volta che hai trovato il tuo tratto distintivo, devi comprendere su quali canali veicolarlo. Sulla scia delle riflessioni fatte poc’anzi, cerca di scegliere con estrema attenzione i luoghi, sia fisici che virtuali, nei quali potrai incontrare il tuo target.

Crea la tua brand identity

Nel mio articolo dedicato alla brand identity, ho parlato di quanto sia importante strutturare un’identità di marca forte, in maniera tale che le persone possano più facilmente entrare in sintonia con te. Non si tratta semplicemente di prenderti cura della tua foto profilo Facebook o della descrizione.

Le immagini giocano un ruolo enorme sul web. Solo quando un post visivamente attira la nostra attenzione, ci fermiamo e diamo un’occhiata più da vicino. I marchi di maggior successo offrono contenuti di alta qualità, a partire dai prodotti e i servizi che offrono. La grafica e il packaging sono una caratteristica aggiuntiva che ancora di più il valore dei brand. Cura nei dettagli aspetti come:

  • Colori di marca;
  • Logo o foto del profilo;
  • Caratteri e tipografia.

In poche parole, assicurati che vi sia coerenza visiva in tutti i tuoi contenuti che diffondi.

Attua una strategia per massimizzare le tue entrate

Sono sicuro che ti sia chiesto: ok, tutto bello ma come si guadagna attraverso il personal branding? Domanda del tutto lecita alla quale cercherò di risponderti subito. In primis, il consiglio è sempre quello di mettere tutto su carta. Qual è la cifra mensile o annuale che ambisci a guadagnare attraverso il tuo lavoro?

Anche in questo caso, hai bisogno di una strategia. Se per te i contenuti sono importanti, allora devi pensare ad un modo per far sì che il pubblico impari a conoscerti, senza chiedere nulla in cambio, almeno inizialmente. Puoi ottenere questo risultato scrivendo mini-ebook o blog post, raccontando storie, realizzando video o una newsletter. Insomma, si tratta solo di dare libero sfogo alla tua creatività per cominciare a costruire con il tuo pubblica una relazione basata sulla fiducia.

Ecco i modi in cui puoi monetizzare il tuo marchio personale:

  • Attività di affiliazione;
  • Contratti di collaborazione;
  • Guest posting;
  • Offerta di prodotti informativi digitali;
  • Vendita di prodotti fisici;
  • Consulenza;
  • Formazione;
  • Offerte basate su abbonamenti

Ovviamente, in base al settore in cui operi e a ciò che offri, spetterà soltanto a te decretare il tuo modello di business.

Prenditi cura dei tuoi contenuti

Dopo aver svolto questo prezioso lavoro preliminare, ora devi passare all’azione. Un calendario editoriale può aiutarti a pianificare contenuti in base ai tuoi obiettivi di content marketing. Stabilisci con precisione:

  • Prossimi contenuti del sito web;
  • Prossimi post sui social media;
  • Eventi importanti del tuo settore;
  • Festività rilevanti;
  • Campagne promozionali

Assicurati di impostare gli orari e le date del tuo post insieme ai canali e alle piattaforme sulle quali pubblicherai. Una volta che inizi a pubblicare i contenuti, è il momento di fare un’audit sull’efficacia dei singoli post e delle performance complessive della strategia di content marketing.

Monitorare la performance ti dirà molto rispetto a quali contenuti funzionano meglio, cosa pensa la gente del tuo marchio e cosa
non li attrae.

Fare personal branding con un bigliettino da visita

È assolutamente possibile fare personal branding con un bigliettino da visita. Del resto, dobbiamo considerare che prima dell’avvento di Internet non poteva sussistere una distinzione tra mondo offline e mondo online. Oggi, viviamo in un’epoca cosiddetta phygital in cui questi due mondi si intrecciano e si influenzano a vicenda.

Fino a poco più di venti anni fa, forse il bigliettino da visita era l’unico strumento concreto di personal branding. Oggi, in molti casi può essere ancora molto utile. Ovviamente, questo dipende anche dal tipo di lavoro che svolgi. Se sei abituato ad agire molto nei contesti offline, allora il biglietto da visita può essere importante. Se il tuo business si basa esclusivamente o quasi sul web, è probabile che la tua attenzione si diriga su altri canali, come i social media (LinkedIn e Instagram su tutti) o il sito web personale.

Fare personal branding con un blog

Se sei un freelance e nel tuo business il web è importante o, comunque, ritieni che il marketing digitale possa ulteriormente far crescere la tua attività, allora potresti pensare di realizzare un sito web personale con un blog. Certo, questa non è un’attività che puoi improvvisare dall’oggi al domani.

Avrai bisogno di una strategia content di un certo spessore, in quanto gestire un blog comporta la necessità di sviluppare contenuti di valore per il proprio target. Se questa idea ti stuzzica ma non hai competenze di blogging e/o di content marketing, ti consiglio di affidarti ad uno specialista.

Dare vita ad un blog ha senso se sei disposto ad investire tempo e risorse anche economiche in questa attività. Avrai sicuramente bisogno di un piano editoriale, con una programmazione ben precisa dei contenuti da creare, anche in chiave SEO. Oggi, aprire un blog vuol dire lavorare anche e soprattutto allo scopo di ottenere un forte riscontro tramite i motori di ricerca.

Personal branding con i video

Tra gli strumenti più potenti per il personal branding, i video meritano un approfondimento. Parliamo di un mezzo potentissimo, sempre attuale e la cui leadership difficilmente potrà essere messa in discussione, anche in futuro.

Lavorare con i video, però, non è affatto semplice. Non sono ammesse imperfezioni, sia sotto il profilo dei contenuti da diffondere sia per quanto concerne la qualità dei video stessi e, dunque, delle attrezzature utilizzate. Insomma, realizzare video per il tuo personal branding può essere un investimento importante ma molto profittevole, specie se non ti senti in imbarazzo dinnanzi ad una videocamera.

Anche in questo caso, dovresti pianificare i tuoi video, proprio come fai con qualunque altra tipologia di contenuto. Devi studiare e capire cosa piace al tuo pubblico e con quale frequenza diffondere questa tipologia di contenuti.

L’importanza dei podcast nel personal branding

Anche la tua voce può essere un potente strumento per la tua strategia di personal branding. Chiaramente, affinché le persone possano incominciare ad apprezzare e conoscere la tua voce, dovrai veicolare contenuti nei quali la gente deve concentrarsi sull’ascolto.

Di recente, ha avuto grande successo una piattaforma social in cui le persone possono interagire solo attraverso il canale vocale. Niente testo, niente video, niente immagini, solo voce. Sto parlando di ClubHouse.

Credo sia abbastanza intuibile la potenzialità di un personaggio che riesce a creare un canale di comunicazione con il proprio pubblico solo attraverso la propria voce.

Esempi di personal branding

Lungi da me voler fare considerazione di carattere politico, ma c’è un esempio recentissimo che possiamo utilizzare per comprendere la potenza che un brand personale forte può esercitare a livello nazionale e non solo. Sto parlando di Donald Trump. Quando Trump è stato candidato dai Repubblicani per concorrere alla Casa Bianca, i tabloid ritenevano altamente improbabile una sua vittoria.

A livello mediatico, anche in base agli exit poll, Hillary Clinton, candidata democratica, sembrava avere ampiamente in pugno la vittoria. Eppure, abbiamo visto tutti com’è andata a finire. Anche in politica, dunque, può accadere che personalità dal brand forte possano ottenere successo in un settore non direttamente collegato a quello in cui ha avuto origine il loro successo.

Qual è la differenza tra brand aziendale e personal brand?

Molto semplicemente, la corporate brand è l’insieme delle attività di branding legate ad un’organizzazione strutturata. Il personal brand, come abbiamo visto poc’anzi, è l’insieme delle attività di branding associate ad una singola persona.

Possono coesistere brand aziendale e personal brand? Assolutamente sì. Pensiamo a tutte quelle aziende di grande successo, costruite attorno ad una figura particolarmente carismatica. Ad esempio, siamo abituati ad associare Mediaset a Silvio Berlusconi, Amazon a Jeff Bezos, Microsoft a Bill Gates. Ciò anche quando, dal punto di vista delle cariche aziendali, queste personalità nel corso del tempo incominciano a ricoprire incarichi minori o, in alcuni casi, a lasciare ogni carica.

In alcuni casi, il personal brand dell’imprenditore può arrivare addirittura ad essere più potente del marchio aziendale. Elon Musk è, forse, l’esempio più rappresentativo in tal senso. Scommetto che ormai quasi tutti conoscano Elon Musk ma sono pronto a scommettere che siano molti di meno a conoscere Tesla, il marchio dell’azienda che lui stesso ha creato.

Fare personal branding: prima di tutto un investimento su te stesso

Fare personal branding significa, in primo luogo, investire su di te, sulla tua professionalità, sulle tue competenze. Dunque, non è mai sbagliato investire sulla costruzione di un brand personale. L’importante, come sempre, è farlo bene. La tua reputazione e, di riflesso, i tuoi risultati di business ne gioveranno.

E tu? Come fai personal branding? Mi farebbe piacere conoscere la tua opinione e confrontarci su questo argomento che sono sicuro riguardi tantissime persone.

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