ingredient branding cos e ed esempi

Ingredient branding: cos’è, come funziona ed esempi di successo

Esistono molte strategie di marketing per migliorare l’awareness del brand: da quelle tradizionali come pubblicità, cartellonistica ed eventi al marketing digitale, come l’advertising sui social media, contest, direct email e tanto altro ancora.

Ognuno di questi metodi può essere un’ottima strategia per far conoscere il nome del brand, generare nuovi contatti e clienti e far crescere la tua attività. Se hai un business attivo già da un po’ ed un marchio abbastanza consolidato, potresti prendere in considerazione l’idea di migliorare l’impatto del tuo brand sul mercato attraverso l’ingredient branding.

Cos’è l’Ingredient Branding?

L’ingredient branding è una strategia di marketing in base alla quale il prodotto finale di un’azienda è realizzato attraverso componenti di un brand noto ed apprezzato sul mercato. In questo modo, il valore dell’azienda cresce in quanto il suo prodotto sembra disporre di un vantaggio competitivo in confronto alla concorrenza.

In che modo l’ingredient branding può aiutare la tua azienda

Se ritieni che la tua azienda non abbia degli “ingredienti” che le permettano di raggiungere un vantaggio competitivo sul mercato, potresti ottenere lo stesso risultato integrando nei tuoi prodotti/servizi gli ingredienti di un brand già noto ai consumatori. Mettere in atto un’iniziativa del genere può consentirti di promuovere il tuo prodotto presso quei consumatori che hanno apprezzato quella particolare componente già in altri prodotti.

Perché funziona

Funziona perché, in generale, i consumatori sono disposti a pagare di più per un prodotto di marca in quanto essi tendono a fidarsi di marchi affermati. Tuttavia, in un mare di brand molto famosi, avere un tratto differenziante è fondamentale. E con la crescente capacità dei consumatori di acquisire informazioni sempre più particolari su prodotti e servizi, l’ingredient branding permette di aggiungere un plus alla proposta complessiva di un prodotto.

Per entrare in contatto con i consumatori, è fondamentale fornire valore aggiunto attraverso elementi concreti. Aggiungere un ingrediente di un brand di successo può essere sicuramente la strada giusta.

Come creare una strategia di ingredient branding di successo

Può sembrare facile creare una strategia di successo attraverso l’ingrediente di altre aziende. Non tutto, però, è così semplice. Andiamo a vedere in che modo valutare questa opportunità e quali sono gli errori da evitare.

Avere un’ottima brand awareness

L’ingrediente deve essere altamente differenziato per aggiungere valore al marchio nel suo complesso. Ciò significa che l’ingrediente dovrebbe avere un suo nome e logo, una missione e visione aziendale riconoscibile, perché il valore aggiunto deriva dall’identità extra.

Il marchio principale dovrebbe essere ben consolidato sul mercato già prima di adottare una strategia di ingredient branding. Ciò in quanto il consumatore deve avere fiducia e familiarità con il brand che propone il prodotto, per poi individuare nell’ingrediente l’elemento decisivo per la decisione d’acquisto.

Focalizzarsi su un nuovo pubblico da raggiungere

Le stesse pratiche utilizzate per costruire un marchio da zero si possono applicare anche all’ingredient branding. Ciò è particolarmente vero quando il brand che realizza l’ingrediente sta tentando di raggiungere un pubblico completamente nuovo, sia nel B2B che nel B2C, e quando l’ingrediente non fa attualmente parte della decisione di acquisto del cliente.

Far percepire al cliente i vantaggi dell’ingrediente

Il cliente finale deve comprendere i vantaggi funzionali del marchio prima di creare associazioni più profonde ed emotive. Il vantaggio funzionale dovrebbe essere chiaro, credibile e facilmente identificabile. L’idea è di sfruttare l’ingrediente per semplificare un processo di acquisto che appare complesso.

La tecnologia Dolby, per esempio, ha un vantaggio funzionale: riduce i rumori di fondo che interferiscono con la qualità del suono registrato. Questo plus è stato alla base del lancio del suo “ingrediente” nel mercato consumer attraverso apparecchiature audio di fascia alta. Nel tempo, questo elemento funzionale è divenuto sinonimo di un prodotto di qualità di livello superiore. Chi acquista prodotti realizzati con componenti Dolby sa che godrà di un’ottima esperienza acustica.

Creare relazioni positive con l’azienda che fornirà l’ingrediente o con quella che realizzerà il prodotto finito

L’idea alla base delle iniziative di ingredient branding è lo sviluppo di relazioni commerciali cordiali e proficue. Idealmente, queste iniziative si basano su rapporti reciprocamente vantaggiosi. In seguito alla partnership, ci si attende che entrambi i marchi possano ampliare la propria quota di mercato.

Sia l’azienda che fornisce l’ingrediente che quella che realizza il prodotto finito possono applicare varie strategie. Per esempio, è possibile fornire un incentivo monetario al produttore del prodotto finito affinché adotti il logo e/o il nome dell’azienda che fornisce l’ingrediente.

Chiaramente, la scelta del partner commerciale è fondamentale. Le giuste associazioni di marca si ottengono collaborando con il meglio che il mercato ha da offrire. Dolby ha dimostrato la superiorità del suo prodotto concedendo in licenza la sua tecnologia di tipo B a produttori di registratori a nastro di fascia alta come Fisher e Harman-Kardon. I partner con la leadership di mercato sono una buona scommessa, come ha fatto Nutrasweet, azienda produttrice di dolcificanti artificiali, con Pepsi e Coca-Cola.

Agevolare le interazioni del cliente con il brand

L’engagement e l’awareness aiutano a fare in modo che il cliente finale sia consapevole del tuo ingrediente e ne comprenda i vantaggi ad esso associati. Come si può ottenere questo risultato, considerando che il tuo marchio è solo un pezzo del puzzle? Si possono applicare diverse strategie.

In primo luogo, puoi dare la possibilità al cliente finale di sperimentare il marchio a livello visivo. I progetti di ingredient branding di successo hanno saputo sfruttare elementi di identità visiva, come ad esempio la doppia D del marchio Dolby.

Altra opzione interessante consiste nel mettere il consumatore nelle condizioni di interagire concretamente con il marchio, tramite il prodotti finale. Ad esempio, la tecnologia di riduzione del rumore Dolby presente su un lettore di cassette va attivata o disattivata manualmente. Pertanto, i clienti da anni hanno attivamente sperimentato il marchio Dolby e hanno una prova tangibile dei vantaggi che esso offre.

Inoltre, è possibile apporre al marchio un sigillo di qualità tangibile. Il simbolo Intel, brand di cui parleremo tra poco, si presenta come un segno di spunta in cerchio, quasi a sottolineare che un componente necessario del PC come il processore è stato verificato e dispone di una certificazione di qualità.

Esempi di ingredient branding: il caso Intel

Intel deve il suo successo aziendale alla campagna di ingredient branding “Intel Inside“. All’inizio tutto ciò sembrava un azzardo. Del resto, intorno agli anni 80 il fatturato dell’azienda non era così elevato. Eppure, Intel investì qualcosa come il 20% dei suoi ricavi per lanciare la loro campagna pubblicitaria nel 1991.

Il risultato è stato eccezionale ed ha contribuito ad alimentare un aumento di quasi 12 volte del reddito netto dell’azienda, rendendo il microprocessore un fattore decisivo nel processo di acquisto del PC.

Il concetto è sostanzialmente questo: “se c’è il marchio Intel allora sto acquistando un prodotto di qualità”. In caso contrario, ossia in presenza di computer con processori differenti da Intel, c’è la tendenza a prendere in considerazione l’acquisto solo a fronte di un prezzo veramente favorevole.

Il win-win dell’ingredient branding

Abbiamo visto le principali caratteristiche di questa strategia di marketing. Se correttamente applicata, essa può proteggere o aumentare la quota di mercato, in particolare durante i periodi economici difficili. Ciò avviene attraverso lo sviluppo di un legame emotivo tra il marchio e consumatori di prodotti finali precedentemente inconsapevoli, aprendo opportunità di crescita in nuovi segmenti, canali e mercati.

L’ingredient branding, però, può creare un win-win, vale a dire una situazione vantaggiosa non solo per il consumatore ma anche per il partner. A breve termine, la comunicazione dei vantaggi esclusivi offerti dall’ingrediente differenzierà il prodotto finale e aiuterà entrambe le aziende ad acquisire quote di mercato. E a lungo termine, rendere il consumatore consapevole del valore creato dall’ingrediente può consentire al produttore di imporre un “premium price” per il prodotto finale.

Le aziende proattive comprendono il valore che il marchio rappresenta, nonostante la sua intangibilità rispetto ad altre risorse come attrezzature e dipendenti. In tal senso, valuteranno seriamente l’ingredient branding come un mezzo efficace per sfruttare ed estendere la brand equity e accrescerne il valore nel lungo periodo.

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